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30 settembre 2006

Messa



Non so se vi sia mai capitato di passare per Chiavari, ma in tal caso non potete non aver notato la chiesa della Madonna dell'Orto. E' una bella chiesona grossa, con la facciata tipo Partenone, nel centro della città. Giovedì ho accompagnato Vic dal dottore, che sta proprio lì accanto, ed ho avuto la fortuna di trovare parcheggio proprio nella piazza: non sapendo cosa fare, mi sono perciò infilata nella chiesa proprio mentre stava cominciando la messa, mi son seduta lì e me la sono ascoltata tutta, per la prima volta nella mia vita.

Devo ammetterlo, un po' mi aspettavo che Cristo si schiodasse dalla croce e mi indicasse la porta urlando "Raus!". Un paio di occhiatacce dall'altare mi pare che me le abbia persino rifilate, ma per il resto ha fatto finta di niente.

Dovevo essere un vero spettacolo, per Lui. Non ho osato sedermi con gli altri perché non sapevo come comportarmi, visto che non avevo mai assistito a una messa prima d'allora, e allora mi sono acquattata dietro le colonne, accanto a uno degli altoparlanti, e sono stata a sbirciare tutta la funzione da lì. Di certo non aveva mai visto una messa così divertente in vita Sua.

Non posso dire che non sia stato istruttivo. A tratti mi scappava anche un po' da ridere, devo ammetterlo, specialmente quando ho pensato al tizio dei Cavalli Marci che faceva l'hooligan urlando "Signore pietà! Cristo pietà!" con tutte le vecchiette che gli rispondevano in coro. Quello cristiano è un rituale buffo e un po' troppo ampolloso, a parer mio, ma naturalmente come tutti i riti va rispettato, se non altro perché c'è tanta gente che ci crede.

Ci sono un paio di cose della messa che non mi sono piaciute, lo devo ammettere. Per esempio, quando il prete ha chiesto al Signore di "aiutare le famiglie cristiane" (perché solo quelle cristiane?) e di "aiutarli a smuovere coloro che ancora si trovano nel dubbio e nell'indifferenza" (chissà perché mi sento chiamata in causa...). Ma forse sono solo io che vado a spaccare il capello in quattro.

Comunque, alla fine mi sono divertita. Nessun fulmine mi è cascato in testa e non sono stata colpita da nessuna illuminazione divina, e nel complesso direi che mi è andata bene. Oltretutto è stata una messa parecchio veloce, in 40 minuti se l'è sbrigata, così sono dovuta uscire solo un momento per andare a girare il disco orario.

In compenso, però, sono stata molto indiscreta andando a leggere le preghiere che i visitatori della chiesa avevano lasciato su un grande quadernone in fondo alla navata, e adesso me ne rammarico molto, ma sul momento non avevo proprio pensato a quanto potesse essere antipatica la mia azione. Tutto questo per dirvi, però, che mi è saltata all'occhio una ragazza che aveva scritto una cosa come "Madonnina cara, aiuta me e il mio fidanzato a superare questi mesi di fidanzamento senza cadere in tentazione, fa' che noi sacrifichiamo la nostra volontà alla Volontà del Signore". Il che, tradotto, significa "c'abbiamo una voglia di trombare che ci esce dalle orecchie". Mah... di questo ne ho già parlato, e poi è OT.

Bene, a parte questo... artisticamente la chiesa è molto bella, forse solo un po' troppo pesante per i miei gusti. Oro di qua, Madonne di là, nel complesso è un po' troppo ornata per essere la Sposa di Cristo, visto che lui predicava la povertà... ops! scusate, questa mi è scappata! ^___^ Bene, chiudo prima che me ne scappino delle altre... buona madonnina a voi!




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30 settembre 2006

Al semaforo



È successo pochi giorni fa.

Ero in macchina da sola, stavo guidando verso la foce. Pomeriggio. A un certo punto, come una freccia, un imbecille qualunque mi taglia la strada, guidando a zig zag come un ubriaco. Lo scarto per miracolo e, mentre pesto sul pedale del freno, gli scarico sopra la più abominevole gragnuola di bestemmie e maledizioni delle ultime settimane.

Poi, anche lui rallenta. Mi avvicino e vedo, sul retro della macchina, un adesivo giallo con una carrozzina. Mi sono morsa la lingua. "Cavolo," ho pensato, "è un disabile, non avrei dovuto urlargli così".

E mi sono ritrovata a pensare.

Amico mio, io ti porto rispetto per il tuo handicap. Ti chiamo "disabile" perché fa tanto politically correct, perché "handicappato" è una bestemmia e "paralitico" non ne parliamo. "Paraplegico", al massimo. Io ti faccio passare avanti sull'autobus, ti spiano gli scivoli sul marciapiede, chiudo un occhio quando con la macchina cerchi di portarmi via la fiancata.

Ma non potrai mai venire all'Università con me, amico mio, non potrà mai esserci un medico disabile, perché per arrivare alle aule ci sono tanti scalini e nessuno scivolo. Non potrai mai entrare in una cabina del telefono, perché la carrozzella non ci passa e anche se ci passasse non arriveresti al telefono. Non potrò mai invitarti a casa mia, perché nel mio palazzo c'è l'ascensore, sì, ma per arrivarci bisogna fare dodici scalini di marmo. Non potrò mai andare alle giostre con te, amico mio, perché nel nuovo sottopassaggio inaugurato l'altro ieri non c'è neanche uno scivolo... solo scale. Scale, scale, scale. La tua vita è fatta di scale.

Però, non ti puoi lamentare... io ti chiamo "diversamente abile", per la miseria! Ti ho rinchiuso in una prigione di scale, ma l'ho pitturata così bene che sembra la Casa Bianca!

Al semaforo, che nel frattempo era diventato rosso, l'ho raggiunto. Mi ci sono accostata, ho abbassato il finestrino, e gli ho urlato maledizioni fino alla settima generazione addietro.

Questo, amico mio, è il mio modo di portarti rispetto.




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28 settembre 2006

E tu, con chi stai?

Gente, accorrete! Fortunati possessori di un cervello (ma non per molto ancora), fatevi avanti!

La blogosfera è sotto attacco! Un'invasione di adesivi con la faccina di Ratzinger che fa ciao ciao e con la scritta IO STO CON IL PAPA sta prendendo possesso dei blog dei bigotti che affollano Splinder (e non solo)!

Dobbiamo assolutamente fare qualcosa per salvarli. Se anche tu pensi di poter fare qualcosa prima che sia troppo tardi, se pensi che sia possibile cercare di risvegliare i loro cervelli imbesuiti, incolla sul tuo blog l'adesivo



E ricorda... uniti possiamo farcela!




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25 settembre 2006

Report



Piccola postilla al post sull'11 settembre.

Qualcuno di voi forse avrà visto ieri sera il servizio di Report sulle Torri Gemelle e sul Pentagono. Ebbene, io l'ho trovato convincente. Semplicemente perché:

1) Una coincidenza è un caso (l'anima delle Torri Gemelle era in acciaio e non sarebbe dovuta crollare, perché nella torre non c'erano assolutamente 800 gradi)
2) Due coincidenze sono un caso molto sfortunato (i pompieri da terra hanno sentito dei rumori di esplosioni, le stesse che si vedono nel video e che sono così simili a quelle delle demolizioni controllate)
3) Tre coincidenze sono una disgrazia, ma pur sempre casuale (davanti al Pentagono non sono stati ritrovati relitti dell'aereo che ci si sarebbe schiantato contro, e quei pochi che si sono visti in un secondo tempo sembrano troppo piccoli per appartenere a un aereo da trasporto)
4) Quattro coincidenze... beh... (non ci sono riprese dello schianto dell'aereo contro la facciata del Pentagono, sebbene in quella direzione puntino congiuntamente le telecamere del Pentagono stesso, dello Sheraton e del casello autostradale)
5) Cinque coincidenze... hmmmm... (il foro d'entrata del muso del presunto aereo dentro il Pentagono è grosso nemmeno la metà di quanto dovrebbe essere, e sul retro dell'edificio c'è un altro foro di uscita)
6) Sei coincidenze... un momento! (il meccanismo di difesa dello Stato più potende del mondo è entrato in funzione con due ore di ritardo... il che vuol dire che, mentre tutto il mondo era incollato agli schermi televisivi a seguire l'attacco di New York, al Pentagono non c'era neanche uno stronzo col cellulare acceso)
7) Sette coincidenze??? (come cazzo ha fatto l'FBI il 13 settembre a trovare al primo colpo la scuola di volo dove si sarebbero addestrati i presunti attentatori fondamentalisti islamici finocchi e pure cornuti?)

...prima o poi qualcuno ci dirà la verità...

PS: per chi si fosse perso la puntata e volesse consultarla, può trovare il filmato a questo indirizzo.




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23 settembre 2006

Il diritto a non vivere più

Da un articolo apparso oggi su Repubblica. Il video annesso è a questo indirizzo.

Piergiorgio Welby, co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni
scrive al Capo dello Stato Napolitano: "Serve un confronto serio"

"Signor presidente, voglio l'eutanasia"
Video appello di un malato terminale

Costretto a letto non può più muoversi, nè parlare a causa
della distrofia muscolare che lo condanna a una vita artificiale


di CLOTILDE VELTRI

UN letto, un respiratore artificiale, un computer appoggiato sul comodino. Poi lui, immobile, lo sguardo fermo nella telecamera che lo riprende in un primo piano implacabile, senza via di scampo. Come la malattia - la distrofia muscolare - che lo tiene lì, prigioniero, ormai da mesi, di un corpo che "non è più mio, squadernato davanti ai medici, assistenti, parenti". Piergiorgio Welby, co-presidente dell'Associazione radicale Luca Coscioni, ha scelto di mettersi a nudo, di mostrare la propria condizione di malato terminale, per ottenere l'eutanasia. Il video è un appello-testimonianza inviato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

La non-vita scrutata dall'obiettivo della video camera scorre semplicemente e dolorosamente reale. Ancora di più perché la voce fuoricampo è quella di Piergiorgio, ma metallicamente alterata dal computer. Welby - che prima della malattia immaginiamo omone grande e grosso, con un tatuaggio sull'avambraccio, dalla zazzera scura e prorompente almeno quanto la vitalità che scaturisce dalle sue parole - non può più parlare autonomamente, non può più muoversi, non può più leggere o scrivere come faceva fino a due mesi fa anche grazie a internet. Attaccato a un respiratore artificiale, trascorre le giornate vegetando, in attesa di morire per potersi liberare da questo inumano calvario.

Racconta: "La giornata inizia con l'allarme del ventilatore polmonare mentre viene cambiato il filtro umidificatore e il catheter mounth, trascorre con il sottofondo della radio, tra frequenti aspirazioni delle secrezioni tracheali, monitoraggio dei parametri ossimetrici, pulizie personali, medicazioni, bevute di pulmocare".

Dettagli medici e tecnici che scandiscono un'esistenza negata in cui la persona lascia il posto al malato e la dignità diventa difficile da coltivare, anche persino da ricordare. "Io amo la vita, presidente - dice la voce metallica mentre due spilli castani perforano il video -. Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l'amico che ti delude. Io non sono né un malinconico né un maniaco depresso e morire mi fa orrore, purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita, è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche".

L'autanasia, spiega Piergiorgio dal suo sudario, è un modo per sottrarre chi è come lui - non solo lui - a questo oltraggio estremo, a questa barbarie. "Se fossi svizzero, belga o olandese" avrei questa opportunità, dice, ma sono italiano e quindi "il mio sogno, la mia volontà, che voglio porre in ogni sede, a partire da quelle politiche e giudiziarie è oggi nella mia mente più chiaro e preciso che mai: poter ottenere l' eutanasia. Vorrei che anche ai cittadini italiani sia data la stessa opportunità".

Un diritto, quello di vivere che, se si è malati terminali, si traduce in accanimento, in artificio. Una mostruosità. Piergiorgio cita Benedetto XVI: "Occorre ribadire la dignità inviolabile della vita umana, dal concepimento al suo termine naturale". Ebbene, replica ancora la voce metallica, "che cosa c' è di 'naturale' in una sala di rianimazione? Che cosa c' è di naturale in un buco nella pancia e in una pompa che la riempie di grassi e proteine? Che cosa c' è di naturale in uno squarcio nella trachea e in una pompa che soffia l' aria nei polmoni? Che cosa c' è di naturale in un corpo tenuto biologicamente in funzione con l' ausilio di respiratori artificiali, alimentazione artificiale, idratazione artificiale, svuotamento intestinale artificiale, morte-artificialmente-rimandata? Quando un malato terminale decide di rinunciare agli affetti, ai ricordi, alle amicizie, alla vita e chiede di mettere fine ad una sopravvivenza crudelmente 'biologica', io credo che questa sua volontà debba essere rispettata ed accolta con quella pietas che rappresenta la forza e la coerenza del pensiero laico".

Piergiorgio Welby lo sa che il presidente Napolitano non può essere l'artefice di un pronunciamento sull'eutanasia, nè di una soluzione politica che deve scaturire, piuttosto, dal dibattito parlamentare. "Quello che però mi permetto di raccomandarle è la difesa del diritto di ciascuno e di tutti i cittadini di conoscere le proposte, le ragioni, le storie, le vcolontà e le vite che, come la mia, sono investite da questo confronto".

Spiega ancora la voce di Piergiorgio: "Una legge sull' eutanasia non è più la richiesta incomprensibile di pochi eccentrici. Anche in Italia, i disegni di legge depositati nella scorsa legislatura erano già quattro o cinque. L' associazione degli anestesisti, pur con molta cautela, ha chiesto una legge più chiara; il recente pronunciamento dello scaduto (e non ancora rinnovato) Comitato Nazionale per la bioetica sulle Direttive Anticipate di Trattamento ha messo in luce l' impossibilità di escludere ogni eventualità eutanasica nel caso in cui il medico si attenga alle disposizioni anticipate redatte dai pazienti. L' opinione pubblica è sempre più cosciente dei rischi insiti nel lasciare al medico ogni decisione sulle terapie da praticare". Piergiorgio Welby chiede innanzitutto attenzione verso chi soffre e vuole una soluzione perchè, conclude citando l'uomo di fede Jacques Pohier, "l'eutanasia non è morte dignitosa, ma morte opportuna".

L'appello non può lasciare indifferenti. Il primo a rispondere è il deputato dei Verdi Tommaso Pellegrino che, da cattolico, non vuole lasciar cadere nel vuoto le parole di Welby: "E' giusto sollecitare un dibattito parlamentare su un tema così delicato. Ciò che serve è un confronto sereno tra laici e cattolici, al riparo dai condizionamenti ideologici".

(22 settembre 2006)


Quello che da anni cerco di farvi capire, amici miei cattolici, è tutto in queste righe.

Per favore, leggetele. E guardate il video, se riuscite.

Se poi riuscite a rimanere impassibili, a sproloquiare ancora sul "diritto insindacabile alla vita"... beh, vuol dire che siete oltre ogni speranza di salvezza.




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19 settembre 2006

Poesia africana

Avevo fame... e avete fondato un club a scopo umanitario per discutere della mia fame.

Vi ringrazio per questo.

Ero in prigione... e vi siete affollati in Chiesa a pregare per la mia liberazione.

Vi ringrazio per questo.

Ero nudo... e avete discusso animatamente sulle conseguenze morali della mia nudità.

Vi ringrazio per questo.

Ero malato... e siete caduti in ginocchio per ringraziare il Signore di avervi dato la salute.

Ero senza tetto... e mi avete decantato i privilegi dell’amore di Dio.

Sembrate così pii... così pieni di devozione... così vicini a Dio!

Ma io continuo ad avere fame. Sono sempre solo, nudo, malato, prigioniero e senza tetto.

E... ho freddo!



(Gentilmente concesso da enzonaviga.)




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17 settembre 2006

11 settembre 2001

Cinque anni fa, più o meno a quest'ora, eravamo tutti incollati davanti alla tv. In quel momento, stranamente, eravamo tutti uomini... solo uomini. Più tardi sarebbero venuti i discorsi del tipo "Quei bastardi di musulmani" o "Gli americani se lo meritavano". In quel momento tutti guardavamo le torri e speravamo, almeno in un angolino piccino del nostro cuore, che nessuno si fosse fatto male, che i soccorsi arrivassero presto, che le torri quel giorno per un qualche miracolo fossero vuote.

Poi, il momento è passato. I giornalisti hanno cominciato a raccogliere qualche informazione in giro, ad organizzare dei servizi più o meno decenti. E siamo riusciti a raccapezzarci un po' anche noi: New York non era stata bombardata, come gridavano istericamente le vecchiette per strade, ma quattro aerei dirottati da terroristi bla bla bla.

Ed è stato solo quando lo shock è passato - perché gli americani sono dei pezzi di merda, questo è assodato, ma nessuno si merita di morire come un topo precipitando da 150 metri - quando timidamente abbiamo cominciato a parlarne tra di noi, a confrontarci, che sono venute fuori le prime domande, i primi dubbi, le prime perplessità.

Volete sapere qual è stata la prima domanda che è venuta in testa a me? È presto detto:

...il Pentagono???

Passi per le Torri Gemelle, del resto New York non è mica Fort Knox... ma il Pentagono??? Come cavolo si fa a spedire un aereo contro lo spazio aereo più sorvegliato al mondo e riuscire anche a tirarne giù un'ala intera??? E per di più, un'ora e mezza dopo che due aerei si sono schiantati contro il WTC, a soli 380 km di distanza?? Doveva esserci un allarme radar della Madonna, e allora come cavolo è stato possibile???

***

Oggi, a più di cinque anni di distanza, ho visto un dossier sull'11 settembre... uno di quelli preparati dai comunisti anarchici e insurrezionalisti, per capirsi.

L'ho trovato interessante, ed anche piuttosto convincente. Cercherò di metterlo sul web per farlo scaricare a chi fosse interessato, ma per ora posso solo consigliarvi, se la faccenda vi incuriosisce, di andarvi a vedere la "versione cartacea" sul sito di
Luogocomune.net, l'associazione che si è occupata di mettere insieme tutte le contoverse notizie sull'11 settembre.

(Se non aveste voglia di leggervi tutto quanto - è un dossier veramente enorme - vi consiglio di guardarvi solo le due sezioni intitolate "IL CROLLO DELLE TORRI GEMELLE" e "IL PENTAGONO", perché sono di agevolissima comprensione anche per chi, come me, non ha particolari conoscenze tecniche su aerei, piloni di acciaio e cose varie).

***

Quello che veramente mi dispiace, è che la verità non la sapremo mai.




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14 settembre 2006

La Maledizione del Forziere Fantasma



Ieri sera alla Fiumara ho finalmente visto il seguito di uno dei miei film preferiti: Pirates of the Caribbean - Dead Man's Chest.

E' stato più o meno come me l'aspettavo: Johnny Depp ancora più abbulicciato del solito (che fico... Gesù che fico...), Orlando Bloom sull'inutile andante (ma con un bel paio di cornini ^__^ hihihi) e Keira Knightley piratessa impunita (maledettaaaaaaaa!!!!!!!)

Hanno voluto un po' calcare la mano sui colpi di scena, ma decisamente non erano così geniali come nel primo film... suonava tutto un po' forzato, ecco. I personaggi sono un po' troppo abbozzati (sempre rispetto al primo film) e Davy Jones assomiglia più a una caricatura che a un vero cattivo. In compenso, le scene dei pirati coperti di mitili sono fin troppo raccapriccianti... bleah...

Comunque, ci sono un paio di scene per cui vale decisamente la pena spendere i soldi del biglietto. E nel mio Olimpo personale (portatemi un catino, presto!) è entrata per sempre la scena in cui Elizabeth si beccia Jack... ohhhhhhh svenimentoooooooooooooooooo...


Per problemi tecnici dovuti all'arrivo dell'Unità Mobile Coronarica, la trasmissione è stata interrotta. Vi ringraziamo per la vostra pazienza e vi preghiamo di ripassare più tardi.




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11 settembre 2006

Stupid Italian Men

Come ho già scritto nella colonna a destra, ho (ri)cominciato a leggere Stupid White Men, di Michael Moore. Questo tizio non lo conoscevo molto bene prima di vedere Fahrenheit 9/11, ma da quel che ho letto mi pare di aver capito che deve essere un po' il Beppe Grillo degli Stati Uniti.

Comunque, leggere questo libro alla luce delle nuove elezioni mi ha rinfrancato. Davvero. Dev'essere la vecchia filosofia del "mal comune, mezzo gaudio" e quella, ancora più antica, del "tutto il mondo è paese". Sia quel che sia, leggere che anche oltreoceano tutto quanto sta andando a bagasce è stranamente confortante. Certo... potrei anche obiettare che se qui in Italia va tutto a bagasce è soprattutto colpa proprio del suo cazzo di Paese... ma sorvoliamo. Come si suol dire, il nemico del mio nemico è mio amico, pure se è americano.

Caro Michael, se fossi nato qui in Italia il mio caro amico Vexilla ti apostroferebbe come uno sporco comunista rivoluzionario e menagramo. Mi stupisci, amico mio. Anche tu, dall'altra parte dell'Atlantico, ci martelli con 'sta solfa del "tutto va male"... si vede proprio che sei un comunista.

Beh, a parte gli scherzi, non so se consigliarvelo o no. Se siete in crisi depressiva come me, che da quando è cominciata quest'ultima follia del Libano mi sono categoricamente rifiutata di continuare a leggere il giornale... allora leggere le disgrazie di qualcun altro non otrà farvi che bene.

Se invece ritenete ancora che Berlusconi sia sceso in campo e che l'abbia fatto per noi... allora no. Non ve lo consiglio. Non per cattiveria, solo perché evidentemente le vostre capacità intellettive non sono abbastanza sviluppate per capire il senso di questo libro... anzi, se volete un consiglio, andate in libreria e compratevi un abbecedario, di quelli con le pagine di cartone e tante figure colorate. Spenderete di meno e sarete più felici... e magari, chissà, imparerete pure qualcosa.




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9 settembre 2006

Mannaggia alla foglia di fico...

E così, l'altro ieri sono tornata in piscina, dopo circa cinque anni di inattività. Pensavo (anzi, penso) che mi avrebbe fatto bene, oltre che al fisico, anche alla mente, dopo tutti i problemi che ho incontrato recentemente con lo studio (roba lunga da raccontare).

Comunque, anche lì ho avuto modo di trovare qualcosa di assurdo sulla natura umana. L'idiozia non ha limite.

Dopo aver fatto la mia nuotata, sono rientrata nello spogliatoio per farmi la doccia. Ma... ecco che, sul muro appena fuori dal locale docce, noto un cartello che portava questa scritta:

       NELLE ORE DI FREQUENZA DELLE SCUOLE
       SI PREGA DI FARE LA DOCCIA CON
       IL COSTUME ADDOSSO.


Sono rimasta basita. Non per la scritta in sé, quanto per il modo in cui è stata presentata. Mi sono ricordata di quando avevo 14 anni ed andavo in piscina, e alla fine delle lezioni c'era il grande spogliatoio pieno di bambine e ragazze che si cambiavano tutte assieme, nude come vermi, con gli istruttori che passavano in mezzo allo stanzone senza degnarci di uno sguardo.

E adesso, secondo la direzione, io dovrei fare la doccia col costume quando ci sono le bambine a lezione. Di cosa hanno paura, che gli si blocchi la crescita? Santo Dio, siamo tutte fatte allo stesso modo... il massimo che gli può succedere è di rimanere traumatizzate dalla mia ciccetta...!

Non vorrei essere monotona, ma tutto ciò mi sembra cristianeggiante all'ennesima potenza... senza volere, mi è venuto da pensare a quel poveraccio che di mestiere dipingeva le braghe addosso ai personaggi di Michelangelo, negli edifici Vaticani. In fondo, ho pensato, è tutta colpa di quello stronzo di Adamo e della sua foglia di fico... se anche lui avesse continuato ad andare in giro nudo come un verme, ora io non sarei costretta ad ingarbugliarmi con il costume per insaponarmi la pancia. Grrrrr.




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